Caldo e gambe pesanti

gambe pesanti

È arrivato il caldo (finalmente dirà qualcuno di voi) e, puntuali come ogni anno, si iniziano a sentire i fastidi legati alla circolazione.
Pesantezza alle gambe, gonfiore, formicolio e comparsa di piccoli capillari violacei (nei casi più gravi è proprio la vena a “cedere” e si formerà la caratteristica tortuosità).

Come funziona l’apparato circolatorio?

Per capire bene come funziona e a cosa serve il nostro apparato circolatorio potremmo paragonare il nostro organismo ad un territorio attraversato da fiumi, torrenti, rigagnoli e piccoli laghi.
Le arterie, che dal cuore portano il sangue ossigenato verso la periferia dell’organismo, sarebbero i grossi fiumi che piano piano si diramano e si restringono fino a diventare piccolissimi e molto fitti, formando la rete di capillari.
Qui avviene lo scambio dell’ossigeno con l’anidride carbonica e vengono ceduti i nutrienti e presi gli scarti dell’attività delle nostre cellule. A questo punto la nostra circolazione fa lentamente ritorno al cuore. Infine si dirigerà verso i polmoni, per ricaricarsi di ossigeno.
Insieme a questo doppio sistema troviamo una terza “circolazione” detta linfatica. Si occupa di assicurare un costante ricambio di liquidi a livello intra-cellulare, evitando così stasi e congestioni dei tessuti.

Per poter svolgere la sua funzione di “trasporto” l’apparato cardio-circolatorio si serve della grandissima capacità di spinta del nostro cuore. Insieme all’aiuto della muscolatura di cui sono dotate le arterie, il sangue viene così distribuito in tutto il nostro organismo.
Le vene invece non sono dotate di muscoli e sfruttano la spinta del sangue arterioso e il movimento dei muscoli scheletrici. Sono anche dotate di particolari valvole che impediscono il ritorno del sangue verso il basso.

Proprio le pareti venose, per la loro minore tonicità, possono presentare cedimenti (spesso nel segmento fra le valvole) e formazione di tortuosità.

Erbe e circolazione, ecco quali usare.

Spiccano particolarmente per la loro azione tonificante delle pareti delle vene:

  • il Rusco (Ruscus aculeatus L) che altro non è che il comune pungitopo,
  • la Vite Rossa (Vitis vinfera L.) dal buonissimo sapore delicato e acidulo,
  • l’Amamelide (Hamamelis virginiana L.)
  • l’Achillea (Achillea millefolium L.).

Solitamente si unisce all’azione di rinforzo quella drenante, per alleggerire da possibili ristagni di liquidi che portano ulteriore pesantezza e gonfiore agli arti. Le piante drenanti sono tantissime, ma possiamo citare:

  • la Pilosella (Hieracium pilosella Vaill.),
  • l’equiseto (Equisetum arvense L.)
  • la Spirea Olmaria (Filipendula olmaria L.).

Sfrutteremo queste erbe in forma di tisana, da bere anche fredda durante la giornata, oppure in gocce o in sciroppo.

Per completare il tutto l’ideale è aggiungere all’azione interna quella di una buona crema o di un olio. Il massaggio si fa a partire dai piedi e risalendo verso il ginocchio, per aiutare il ritorno venoso.
Le piante da sfruttare solo quelle citate in precedenza, con l’aggiunta del freschissimo olio essenziale di Menta.