Nome scientifico
Aloe vera L. / Aloe barbadensis Miller
Famiglia
Aloaceae
Botanica, origine e storia
È una pianta carnosa, perenne, con un portamento arbustivo, originaria dell’Africa, e non del Brasile come spesso si crede. Fu infatti introdotta in sud America dai conquistadores dopo il 1500.
Ama i climi caldi e siccitosi, tanto che riesce a nascere spontanea sui pendii esposti al sole e molto drenati.
Le foglie sono disposte a ciuffo ed hanno una superficie molto spessa e ricoperta di cera, espediente che permette di limitare al massimo la dispersione di liquidi che accumulano al proprio interno, in un tessuto gelatinoso. Sui lati esterni troviamo delle spine. L’infiorescenza è una sorta di grappolo (racemo è il termine botanico corretto) di colore giallo, arancione o rosso
L’uso di questa pianta si perde “nella notte dei tempi”; le prime testimonianze infatti furono rinvenute dal testo cuneiforme di alcune tavolette mesopotamiche databili attorno al 2000 a.C. E, successivamente, fu utilizzato dagli egiziani per le imbalsamazioni e per cicatrizzare le ferite. Alessandro Magno addirittura era solito trasportare numerosissime piante di Aloe durante le sue campagne, proprio per curare le ferite dei soldati.
Parti utilizzate
Dall’Aloe si estraggono fondamentalmente due prodotti:
- un gel incolore e mucillagginoso, detto anche succo, prodotto dalle cellule della parte interna della foglia.
- un latice, estratto per incisione della scorza esterna, di colore giallo o marrone e dal sapore fortemente amaro.
È proprio quest’ultimo prodotto che ha ispirato il nome della pianta; Aloe deriva infatti dall’ebraico “allal” e dall’arabo “alloeh”, che significa appunto “amaro”.
Principi attivi principali
Il gel è ricco di zuccheri complessi (il principale è l’acemannano).
Il latice contiene numerosi antrachinoni, dotati di azione fortemente lassativa.
Vi sono poi, distribuite in tutte le parti della foglia, sali minerali, vitamine ed acido folico.
Uso erboristico
Per quanto riguarda l’uso del latice è appena entrata in vigore una nuova normativa europea (8 aprile 2021) che ne proibisce l’uso negli integartori alimentari.
Il gel invece è dotato di spiccate proprietà stimolanti del sistema immunitario, antibatteriche ed anti fungine. Lo si utilizza anche come antiinfiammatorio, emolliente e cicatrizzante a livello dell’apparato digerente e della cute, trovando applicazione in tutte le problematiche dello stomaco e dell’intestino e per le ferite, scottature, piaghe da decubito ed irritazioni in genere. Possiamo infine sfruttarlo per le sue interessanti proprietà depurative di tutto l’organismo.


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